Vino

Le notizie sulla coltivazione della vite nella zona di Vignanello risalgono al 766 d.C. Il commercio di vino più consistente è da sempre stato diretto verso Roma e il Greco di Julianellum, antico nome di Vignanello, appare sulle mense dell'aristocrazia ecclesiastica ad opera di Beatrice Farnese che governò il paese nel XV secolo. Notevole fu l'impulso alla commercializzazione dato dal prof. Francesco Dramis, direttore della prima Cantina Sociale e Distilleria Cooperativa di Vignanello, e dall'intelligente intraprendenza dell'enologo e viticoltore Paride Soprani che, nella prima parte del XX secolo, diffusero i vini di Vignanello elevandone la qualità. Il vino ha ottenuto il riconoscimento della indicazione geografica tipica "Colli Cimini" nel marzo 1989 e la denominazione di origine controllata "Vignanello" nel novembre 1992. La Cantina ha esteso la gamma dei prodotti e ne ha migliorato la qualità; inoltre ha compiuto ricerche e studi sui vitigni riscoprendo e valorizzando il Greco di Vignanello.

 varietà di vini

 

Olio
L'enorme varieta' di aromi che l'olio d'oliva puo' avere lo rende un alimento utilizzabile in qualunque tipo di cucina.
I conoscitori e gli amatori sanno che l'olio d'oliva puo' essere fruttato o speziato, dolce o amaro, forte o delicato; il suo gusto infatti e' fortemente determinato da diversi fattori naturali.
L'olio extravergine di oliva prodotto a Vignanello e' di eccezionali caratteristiche qualitative, di bassissima acidita', col fragrante aroma e sapore del frutto. Particolarmente indicato per chi ama un'alimentazione sana e genuina.
Le olive, raccolte a mano, vengono molite entro le 24 ore successive.

Nocciole
La nocciola é tra i prodotti che tengono alto il prestigio gastronomico del Lazio, ha un elevato potere nutritivo, a tavola é ottima non solo nei classici biscotti, gelati, torte e torroni, ma anche e soprattutto nei dolci tipici vignanellesi quali i tozzetti e crucchi. Le nocciole vignanellesi sono del tipo Tonda Gentile Romana, la cui polpa chiara e consistente svela all'assaggio il gusto delicato tipico di questa varietà.

 

Pamparito

Il pamparito è il pane tipico della Pasqua, ma per la sua bontà si consuma tutto l'anno, ottimo per accompagnare salumi, le uova sode e la caciotta dell'antipasto pasquale.

Ricetta: [dose per quattro pampariti]

Per prima cosa si scioglie del lievito di birra in poca acqua tiepida e si aggiunge tanta farina quanto basta per fare un panetto morbido e consistente, e lo si lascia lievitare coperto da un canavaccio in un luogo tiepido (tempo circa mezz'ora).Quindi si dispone a fontana 1,5kg di farina e si mettono al centro gli ingredienti necessari: 1 cucchiaio di sale, 1/4 quarto di litro d'olio extravergine d'oliva (ovviamente di Vignanello), 1 pugno di semi d'anice rinvenuti in mezzo bicchiere di vino, il vino che nel frattempo si è improfumato, e l'acqua tiepida necessaria. Si amalgama bene il tutto fino ad ottenere un impasto morbido. A questo punto si unisce il panetto lievitato a parte e si lavora la pasta a lungo (si allarga coi pugni, si riavvolge su se stessa, si batte sul tavolo...). Infine gli si dà la forma di un maritozzo. Si dispone in una teglia di ferro unta d'olio (come quello di prima) e si lascia lievitare con le solite accortezze. Quando è raddoppiato di volume si spennella con l'uovo sbattuto (operazione che gli conferirà, a cottura avvenuta, un colore e una lucentezza che ricordano i marroni dei Cimini), e si mette a cuocere, preferibilmente, nel forno a legna, già caldo a 250 °.

Gnocchi co' i fero

Gli gnocchi col ferro sono di acqua e farina. Per secoli si sono chiamati "Maccheroni", dal latino "maccare" schiacciare, e quindi: impastare.

Si dispone la farina a fontana(300 grammi per 4 persone), si versa acqua tiepida, si sala, e si impasta fino ad ottenere la giusta consistenza. A quel punto si formano dei cannelli di pasta dello spessore di un centimetro e mezzo circa e si tagliano a pezzetti di 2-3 centimetri. Ed ecco che interviene il "ferro": un tubicino di ferro lungo 26 cm e 6 millimetri di diametro circa. Si prende un pezzetto di pasta, si appoggia sul ferro e premendovi sopra con le mani si fa rotolare sulla spianatora, avvolgendo la pasta e dandogli la forma di un maccheroncino. Possibilmente condire con sugo fatto con salsicce ( o rocchi in dialetto) e abbondante pecorino.