Sabato 13 e 20 novembre ore 18.00

LA RIVOLTA DEL 1553

L’assassinio di Ranuccio, il processo e la fine dell’olmo

L’ultimo marito di Ortensia Farnese, fu Ranuccio Baglioni, di cui raccontiamo la congiura da parte dei Vignanellesi, l’assassinio e ciò che ne conseguirà, svoltesi nell’autunno del 1553, tra il castello e la piazza di Julianello. Il 18 Settembre 1553 Ranuccio cade ucciso da colpi di archibugio. Dall’omicidio, si passa alla rivolta: i vassalli si scagliano sul suo corpo colpendolo con pugnali più e più volte, si banchetta sui cadaveri e anche i vignanellesi festeggiano l’uccisione del “tirannino”. In molti sono stati coinvolti nella congiura. Segue il processo; un centinaio di persone vengono interrogate. Il 16 Ottobre, Cesare detto Sardina confessa di aver partecipato alla congiura, di esserne tra gli autori. Viene perciò punito con pena esemplare; fu squartato e appeso all’Olmo. Nella piazza principale infatti, vi era un grande olmo, simbolo sacro, punto di riferimento della comunità ove si svolgevano adunanze, sede di attività notarile o di importanti decisioni. La data del 6 Novembre decreta la morte dell’olmo che viene abbattuto, non ci è dato di sapere se per ordine dei soldati del castello o per la vendetta di un compagno perduto.

 


Gli episodi narrati sono basati sugli studi, frutto di numerose ed approfondite  ricerche effettuate da Maurizio Grattarola e Vincenzo Pacelli, studiosi di storia locale.